Frode in commercio e di sottrazione al pagamento delle accise: queste le ipotesi di reato che nel Senese hanno portato la guardia di finanza e il personale dell'Agenzia dogane e monopoli (Adm) a sequestrare circa 105mila litri di gasolio in due depositi commerciali di oli minerali e un distributore stradale.
In base alle analisi tecniche svolte dai laboratori dell’Adm di Roma e Livorno, gli operatori controllati detenevano per la vendita gasolio destinato all’autotrazione, al riscaldamento e all’uso agricolo non conforme alla normativa anche per quanto riguarda il punto di infiammabilità, che è la temperatura minima alla quale un carburante emette vapori sufficienti per formare una miscela infiammabile con l’aria, il cosiddetto flash point.
In particolare, spiega una nota congiunta di Finanza e Adm, il carburante analizzato conterrebbe vari profili di irregolarità:
- nel primo caso acqua in misura superiore a quella consentita e sostanze denaturanti (colorante e tracciante)
- nel secondo caso una minore percentuale di denaturazione, la cui presenza vincola l’uso del gasolio solo all’attività agricola per la quale l’ordinamento prevede un’aliquota agevolata delle accise
- nel terzo caso, il gasolio esaminato avrebbe un punto di infiammabilità inferiore a quello necessario per garantire la sicurezza durante lo stoccaggio, la movimentazione e l’uso del carburante da parte dei consumatori
I sequestri sono avvenuti d'iniziativa, e sono stati poi convalidati dalla procura di Siena.