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martedì 28 giugno 2016

Cultura venerdì 08 gennaio 2016 ore 15:38

Voltarelli canta Profazio

Domani appuntamento al Teatro dei Leggieri di San Gimignano con una performance del tutto particolare

SAN GIMIGNANO — Un momento di musica per la stagione “Leggieri d’Inverno” della Compagnia Giardino Chiuso. In prima regionale, sabato 9 gennaio 2015 alle 21,30 al Teatro dei Leggieri di San Gimignano è in programma il concerto “Voltarelli canta Profazio”, di e con Peppe Voltarelli.

Peppe Voltarelli è un bluesman calabrese, cantante e autore di canzoni con incursioni nel teatro e nel cinema. È stato per 15 anni voce e fondatore del gruppo folk “Il parto delle nuvole pesanti”. Nel 2005 inizia la sua carriera solista. Targa Tenco 2010 con “Ultima notte a MalÁ Strana” come miglior album in dialetto. I suoi lavori sono pubblicati in Europa e negli Stati Uniti in Canada e Argentina.

Concepito come la rappresentazione di un simbolico passaggio di consegne dall’antesignano del folk revival in Italia, Otello Profazio, al più emblematico esponente della cosiddetta “onda calabra”, Peppe Voltarelli, lo spettacolo intende ricreare sul palco l’atmosfera dei vecchi racconti in musica dei cantastorie, restituita alla visione e all’ascolto secondo modalità e forme espressive al passo con i tempi.

Sull’esile tappeto musicale di quei racconti si è così innestata una ricca fioritura di suoni, ritmi e melodie per animare una straordinaria macchina musicale, esaltata dalla voce potentemente espressiva e ricca di una sorprendente pluralità di declinazioni di Voltarelli. Mentre ai quadri statici dei vecchi cartelloni da cantastorie si sono sostituite più dinamiche installazioni multimediali, con l’intento di recuperare a una fruizione più estesa e pienamente condivisa pagine memorabili della cultura e della canzone d’autore italiana.

Nel disco omonimo, in uscita a gennaio 2016, i brani più rappresentativi dello sterminato repertorio dell’ultimo dei cantastorie sono rivisitati dal più estroso e originale dei 'crooner' di casa nostra, con la sapiente tessitura armonica ordita da Carlo Muratori e l’apporto di altri esponenti di spicco della nuova scena musicale italiana. Frammenti di luccicante bellezza che, come tessere di un mosaico, convergono nella rappresentazione dolente e stralunata di un Sud assunto come metafora di una condizione più generale dove l’epica lascia presto il passo all’ironia per cantare, a passo di danza, la delusione amara di un presente eternamente eguale a se stesso. Fermo sulla china di un estremo disincanto e lontano da ogni indulgenza retorica, il canto si rivela ancora più coinvolgente nell’esprimere in modo obliquamente irriverente una denuncia e un atto di accusa in cui possono riflettersi sentimenti, indignazione e stati d’animo della nostra contemporaneità.

Otello Profazio da oltre mezzo secolo, costituisce un fenomeno unico nel panorama della musica italiana, con un’attività pluriforme che lo ha visto protagonista in molte delle esperienze più innovative del secondo Novecento, dalla discografia all’editoria musicale, dalla ricerca allo spettacolo, con numerose collaborazioni con autori di assoluto rilievo come Ignazio Buttitta, Matteo Salvatore, Carlo Levi, Giorgio Gaber e Rosa Balistreri. La fantasia visionaria delle storie e leggende del Sud, la grande poesia civile d’ispirazione meridionalistica, il fatalismo di contadini ed emigranti traditi dalla storia hanno così trovato in lui un moderno cantastorie capace di coniugare impegno ed ironia in una concezione viva ed attuale e non più sterilmente museale del folklore. Autore all’epoca di opere decisamente d’avanguardia, Otello è ancora oggi, dopo sessant’anni di attività, sulla breccia, con un’intensa attività concertistica, in Italia e all’estero.

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