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Attualità domenica 29 novembre 2020 ore 14:43

Lojudice: "Non è una promozione, è un servizio"

Dopo essere stato investito della porpora ieri, il cardinale scrive alla Diocesi di Siena - Colle - Montalcino. Al centro del suo discorso ci sono l'umiltà e i poveri



COLLE VAL D'ELSA — "Carissimo popolo di Dio della Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino. Ho avuto, come tutti sapete, l’onere e l’onore di essere tra i cardinali da lui nominati a servizio della Chiesa universale. Si uniscono in questo momento sentimenti di preoccupazione, di stupore, di meraviglia ma anche di profonda gratitudine. Papa Francesco, lo sappiamo, è imprevedibile, ma ho accolto l’annuncio con grande serenità".

Esordisce così il neo cardinale Paolo Lojudice, poche ore dopo esser stato creato "principe della Chiesa" in occasione del concistoro indetto da Papa Francesco.

"Mi colpisce e mi commuove, la fiducia del Papa, che ritrovo ancora una volta dopo la nomina a vescovo, 5 anni fa. All’epoca gli avevo chiesto: “È sicuro, Papa Francesco, di farmi vescovo? Io sono solo un prete e mi piace farlo’. ‘Tu non ti preoccupare... sono io che voglio questo: vai avanti...e non ti dimenticare dell’umiltà e dei poveri'. Ho sempre cercato di leggere, di conoscere, di capire la realtà e farne un’occasione per sostenere, aiutare, indirizzare chi ha bisogno. Ho sempre creduto nella necessità di essere prossimi alla vita della gente. Spero di continuare a farlo". 

Sono parole che vengono dal profondo e che rivelano un pastore che parla dal cuore, condividendo quello che sente.

"Non fatemi gli auguri" ci tiene a sottolineare il cardinale  "e le felicitazioni come se si trattasse di uno scatto di carriera: Papa Francesco lo ha detto molte volte e con insistenza: '...Il cardinalato non significa una promozione, né un onore, né una decorazione; semplicemente è un servizio che esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore... La disponibilità di un Porporato a dare il proprio sangue – significata dal colore rosso dell’abito – è sicura quando è radicata in questa coscienza di aver ricevuto compassione e nella capacità di avere compassione”.

Infine una richiesta, simile a quella che Papa Francesco fa la domenica al termine dell'Angelus:

"Continuate ad accompagnarmi con la preghiera, come so che fate spesso. Mi unisco alla fatica e al dolore di chi sta soffrendo, di chi ha difficoltà sul lavoro, ai bambini, ai ragazzi e ai giovani che si vedono privati di tante necessità fondamentali alla loro crescita, come la socialità, il divertimento, in alcuni casi la catechesi e addirittura la scuola. I migliori auguri a tutta la comunità per riuscire ad affrontare con dignità e coraggio il momento presente e le sue difficoltà".

Siena si gode intanto il decimo cardinale nella sua plurisecolare storia, mentre per Colle e Montalcino si tratta del primo. Un motivo di orgoglio che spinge ad andare nel profondo, ricordando che "la gloria più alta nasce dal servizio degli ultimi".



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