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Attualità venerdì 13 marzo 2015 ore 15:05

Poste, il Comune dovrà fare una proposta

Grazie a Anci e Uncem incontro in regione con i vertici aziendali: l'amministrazione comunale dovrà presentare una soluzione per Pievescola



Una pausa per permettere ai Comuni Toscani, assistiti da Anci ed Uncem, di presentare in tempi brevissimi alla Direzione regionale di Poste italiane una proposta alternativa sul piano di razionalizzazione degli uffici postali, che prevede in Toscana la chiusura di 64 sedi e il ridimensionamento di 37, tra i quali anche quello di Pievescola. E’ questo l’esisto dell’incontro che si è tenuto stamani in Palazzo Strozzi Sacrati tra i vertici delle associazioni di rappresentanza dei Comuni, la Regione e il responsabile di Area territoriale di Poste Italiane per le regioni di Toscana e Umbria, Michele Deiana.

Nel piano di tagli previsto, già oggi venerdì 13 marzo avrebbero dovuto cominciare le operazioni negli uffici postali colpiti dai tagli, con l’esposizione dei cartelli che annunciavano il compiersi del piano entro 30 giorni. I cartelli per ora non verranno messi. Non solo: presto Poste, Regione, Anci e Uncem si ritroveranno per valutare le proposte alternative, elaborate dai Comuni interessati sulla base delle loro specificità.

“Abbiamo fatto presente a Deiana le criticità del piano, inaccettabile così com’è sia per il metodo che nel merito – dice la presidente Anci Toscana Sara Biagiotti - Intanto avrebbero potuto avvertirci prima della necessità di una razionalizzazione, così da concordarla, e non comunicarla per raccomandata a cose fatte. Ma soprattutto il piano è irricevibile perché va a colpire territori dove l’ufficio postale è un presidio necessario per la popolazione, soprattutto quella più anziana”.

Sara Biagiotti fa riferimento anche alla recentissima sentenza della sesta sezione del Consiglio di Stato, che ha ribadito come le chiusure degli uffici postali debbano tenere necessariamente conto della dislocazione territoriale e della accessibilità del servizio, che secondo i giudici “non può prescindere dall'effettiva e normale percorribilità delle strade di accesso in termini di reale e conveniente fruibilità da parte dei cittadini". Inoltre le strade non solo devono essere percorribili in condizioni di sicurezza, ma devono essere servite da mezzi pubblici, "in maniera che l'accesso non sia condizionato dalla disponibilità di mezzi privati".

Un punto in più a favore dei sindaci, che anche in Toscana avevano segnalato questo tipo di problemi e che, per quanto riguarda Pievescola, potrebbe rientrare di diritto nei casi espressi dal Consiglio di Stato.


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