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mercoledì 19 dicembre 2018

Attualità martedì 17 luglio 2018 ore 17:15

Mps, 3000 azionisti si costituiscono parte civile

Lo hanno chiesto a Milano nell'ambito del processo contro Profumo, Viola e Salvadori. Assenti invece Banca d'Italia e Consob



MILANO — Hanno chiesto di essere parte civile tremila piccoli azionisti al processo che si è aperto oggi a Milano con al centro una tranche dell'indagine sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria a carico dell'ex amministratore delegato di Mps Alessandro Profumo, l'ex ad Fabrizio Viola, l'ex presidente del collegio sindacale Paolo Salvatori e la stessa banca imputata per la legge sulla responsabilità degli enti e citata come responsabile civile. 

Oggi in aula, davanti al collegio della seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Flores Giulia Tanga affiancata dai giudici Sandro Saba e Roberto Crepaldi, oltre ai moltissimi risparmiatori, ha chiesto di essere parte civile pure l'Adusbef che si è aggiunta all'Unione Consumatori sezione Piemonte, al Codacons e alla Confconsumatori già costituite in udienza preliminare assieme ad altri circa 300 piccoli azionisti. Assenti invece Banca d'Italia e Consob.

Il processo è stato rinviato al prossimo 16 ottobre mentre il difensore di Salvadori ha annunciato un'eccezione di competenza territoriale in favore di Siena.

Nel processo in cui Profumo e Viola (archiviati in un altro procedimento in cui erano accusati di ostacolo agli organi di vigilanza di Consob e Banca d'Italia) rispondono di manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali e Salvadori solo per false comunicazioni sociali, anche Mps, come deliberato dal cda la scorsa settimana, non ha chiesto di essere parte civile in quanto, è stato spiegato in una nota, la vicenda "riguarda il passato della Banca" e "non ha riflessi attuali sui bilanci" dell'istituto, invece imputato nel processo per responsabilità civile e amministrativa. La Procura per i tre aveva originariamente chiesto l'archiviazione della loro posizione per tutti i reati contestati e poi in udienza preliminare ribadito il loro proscioglimento ma invece è stata prima ordinata l'imputazione coatta dal gip Livio Cristofano e poi disposto il rinvio a giudizio dal gup Alessandra Del Corvo solo per il filone al centro del dibattimento di oggi e di cui, oltre a quella del 16 ottobre, è già stata fissata udienza per il 6, 13 e 19 novembre.

Per i pm, infatti, i tre, che avevano ereditato la gestione di Montepaschi dopo quella di Giuseppe Mussari e degli altri vertici (che sono a processo sempre a Milano), è vero sì che avrebbero dovuto contabilizzare i derivati ''a saldi chiusi'' e non ''a saldi aperti'', come è avvenuto, ma avevano fornito tutte le indicazioni su quali sarebbero stati gli effetti della contabilizzazione ''a saldi chiusi'', senza intenzione di ingannare il mercato. Inoltre non solo avevano reso consapevole il mercato dei problemi sui bilanci ma si erano anche attenuti alle disposizioni di Consob e Banca d'Italia. Infine per Viola e Profumo è stata chiesta, sempre dai pm Infine per Viola e Profumo è stata chiesta, sempre dai pm milanesi, l'archiviazione pure per il filone di inchiesta nel quale sono indagati per falso in bilancio in relazione ai crediti deteriorati.



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