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sabato 22 settembre 2018

Cronaca sabato 02 aprile 2016 ore 18:30

​Morti per amianto, Ona è parte civile

Sono cinque le persone accusate di omicidio colposo, tutti dipendenti Enel come i tre deceduti. Azioni legali per l'annullamento dei bonus energia



POMARANCE — L'Osservatorio nazionale amianto onlus contro Enel sia per quanto riguarda la morte dei tre dipendenti deceduti per mesiotelioma sia per la disdetta dello sconto energia per i dipendenti in pensione.

Il Tribunale di Pisa ha messo sotto processo per omicidio colposo cinque dipendenti Enel della centrale geotermica di Larderello. Le morti sono quelle dei dipendenti C. A., N. F., F. C.. La prossima udienza è in programma mercoledì 6 aprile. Il Tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile dell'Osservatorio Ona.

“L’Enel è stata chiamata come responsabile civile – ha spiegato l'avvocato e presidente di Ona Ezio Bonanni - perché non può scaricare le sue responsabilità sui dirigenti e dovrà rispondere in solido con loro dei danni provocati. Il nostro osservatorio ha censito circa 200 casi di patologie asbesto correlate tra i dipendenti del solo campo geotermico di Larderello e prosegue la vertenza finalizzata a ottenere il risarcimento dei danni, al prepensionamento e alla rivalutazione delle pensioni già in essere”.

Per quanto riguarda lo sconto sulle bollette l'Ona ha avviato il percorso giudiziario nei confronti del colosso energetico per “l’unilaterale abolizione dei bonus energia di cui hanno finora beneficiato gli ex dipendenti andati in pensione” ha detto Bonanni. A questo proposito è convocata un'assemblea pubblica martedì 5 aprile alle 16 nel locale La Pista in piazzale Roma a Castelnuovo Val di Cecina. All’assemblea pubblica del giorno parteciperanno Claudio Ulivelli, coordinatore nazionale Ona per la vertenza sconto energia, l'avvocato Alessandro Ciammaruconi come delegato dell’avvocato Ezio Bonanni.

“L’Enel – ha aggiunto Bonanni - ha deciso di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali del prezzo dell’energia elettrica consumata dalle famiglie degli ex dipendenti in pensione, che costituisce una parte della retribuzione di questi lavoratori. I contratti collettivi e le diverse norme anche di fonte legislativa in vigore quando gli aventi diritti hanno lavorato e/o sono andati in pensione prevedevano agevolazioni sulla bolletta in cambio di prestazioni di lavoro, per di più prestato in condizioni insalubri, con presenza di amianto che ridotto allo stato pulverulento ha determinato il rilascio di polveri e fibre, che sono state quindi inalate con danno alla salute. L’Ona è fermamente convinta che l’Enel non possa aumentare unilateralmente il costo dell’energia elettrica consumata dalle famiglie degli ex dipendenti e frutto di accordi sindacali che prevedevano il pagamento di parte delle retribuzioni con agevolazioni differite. Infatti, fin dagli anni ’70 i dipendenti del colosso energetico, che sono andati in pensione fino al 2011, hanno ottenuto, quale quota parte della retribuzione, di pagare meno l’energia elettrica e ciò anche per il tempo successivo al loro pensionamento”.

Per il presidente dell'Osservatorio “non vi sono ragioni tecniche, contrattuali e normative che possano giustificare una unilaterale presa di posizione dell’Enel tesa a modificare unilateralmente le condizioni contrattuali. L’Ona promuoverà per ognuno dei lavoratori interessati delle azioni legali”. 

“Il nostro impegno, iniziato in Valdicecina già nel 2007, proseguirà anche per il futuro, per ottenere legalità e giustizia per i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e per i loro famigliari” ha concluso Bonanni.



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