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Attualità sabato 06 marzo 2021 ore 12:10

Continua la battaglia contro la ciminiera

Il Comitato illustra i dati della nuova Autorizzazione unica ambientale da poco rilasciata alla distilleria. Sono permesse quantità triple rispetto al 2019



BARBERINO TAVARNELLE — Non ci stanno i cittadini di Vico e zone limitrofe: prosegue la lotta per far tornare sui loro passi le amministrazioni comunali che vogliono garantire l'ampliamento della produzione.

Infatti nell'AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) n. 2582 del 19 febbraio,  rilasciata alla distilleria Deta dalla Regione Toscana per l'incremento dell'attività lavorativa, spiegano dal gruppo, "sono state rilevate, dal nostro Comitato, delle criticità a partire dai valori delle emissioni. I dubbi sono state comunicati in un documento inviato via Pec ai quattro sindaci della Valdelsa con la richiesta di bloccare il protocollo d'intesa alla luce dei dati forniti dalla proprietà".

Dagli oppositori della distilleria si leva una serie di distinguo legati ai vari permessi concessi. Dati alla mano, il Comitato spiega che la Deta con la nuova Aua passerà da 35 mila a 75 mila Nmc/h di emissioni al camino principale.  "Vuol dire che si consente di raddoppiare il volume delle vinacce lavorate, da 40/44 mila a 85/95 mila tonnellate. Inoltre si concede ancora di passare da 150 a 300 giornate lavorative all’anno, quindi un potenziale ulteriore raddoppio della produzione da 85/95 mila a 170/190 mila tonnellate di vinacce".

Il sindaco di Barberino Tavarnelle aveva assicurato, ricordano i cittadini, che la produzione non sarebbe andata oltre alle 40 mila tonnellate di produzione.

“Facendo due calcoli, la nuova AUA, consente a Deta di quintuplicare la quantità di Ossidi di Azoto, di triplicare quella delle polveri sottili, di decuplicare quella del carbonio organico totale immesso nell’atmosfera. Con un camino che sputa il tutto a 60 metri, come brillante soluzione escogitata dalla nostra Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente" concludono amareggiati i membri della rappresentanza popolare che si oppone a questa operazione.

Secondo il loro punto di vista danneggerà l'intera zona, colpendo tante attività economiche legate all'agricoltura e al paesaggio. Inoltre si rischia un aggravamento delle condizioni di salute dei residenti per via delle pm10 che cresceranno, causando danni gravi alle vie respiratorie.

Una battaglia dura e complessa, che vede una frattura sempre più netta tra pro e contro, nella quale è necessaria la trasparenza di tutti i soggetti coinvolti. 

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