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Attualità sabato 17 aprile 2021 ore 18:25

Donati: "Ecco come riparte Colle"

Il sindaco spiega come il Comune, al pari delle altre Amministrazioni della Valdelsa, si sta movendo in attesa di ottenere i soldi dall'Europa



COLLE VAL D'ELSA — Molte amministrazioni hanno iniziato a presentare le proprie richieste per il Recovery Fund, il fondo di ripartenza voluto dall'Europa, che andrà a finanziare i progetti presentati dagli Stati membri.

Ne abbiamo parlato con il primo cittadino di Colle val d'Elsa, per capire lo stato dell'arte.

Sindaco Donati, come si sta muovendo la Valdelsa per il Recovery?
La Valdelsa si sta muovendo con continue riunioni puntando molto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ovviamente bisogna distinguere gli ambiti di intervento e di competenza. Come zona ci stiamo adoperando per presentare una serie di progetti, alcuni dei quali in via di perfezionamento.

Sulle infrastrutture c'è unità di vedute?
Le infrastrutture sono molto importanti, e abbiamo più livelli, in quanto esiste un livello nel quale si dovranno esprimere Stato e Regione, altri più vicini a noi. Certamente come Sindaci della Valdelsa vogliamo, in prima battuta, che sia portato a compimento l'adeguamento della tratta Ferroviaria, così come la messa in sicurezza dell'Autopalio, opere che attendono da anni. Ma altrettanto necessarie sono l’adeguamento delle infrastrutture come la statale 68 e la via delle Galleraie, che collega l'Alta valle con il mare.

Ci sono altre priorità sulle quali puntate?
Riteniamo prioritario anche l’adeguamento delle infrastrutture sia per le nostre aree produttive sia per tutte quelle aziende diffuse che si trovano sul territorio, soprattutto quelle legate al turismo a all’agricoltura di qualità. Una di queste è sicuramente la diffusione anche puntuale della banda ultra larga indispensabile per le nostre imprese affinché possano essere competitive e connettersi con il mondo.

Esistono anche altri livelli di ambito?
Certamente. A livello provinciale stiamo chiedendo la digitalizzazione di alcuni servizi, come gli archivi (urbanistica, lavori pubblici etc) per ottimizzare il rapporto con il cittadino.
A livello di ambito valdelsano, invece, siamo fortemente interessati a lavorare sull'Elsa, per il quale abbiamo già il progetto del Contratto di Fiume. Serve prevenire le esondazioni e il rischio idrogeologico. Vogliamo proteggere il fiume nelle parti dove è più debole, ma anche intervenire in maniera dolce su sentieristica e cicloviabilità, da sviluppare in chiave ambientalistica.

Ci sono interventi più mirati a cui pensate?
Sì, un altro punto su cui c’è una convergenza di intenti riguarda la difesa dei borghi murati e fortificati: l'abbandono dei pendii che prima erano coltivati e mantenuti rende più deboli e meno controllati versanti. Pertanto serve lavorare per salvaguardarli. Ci sono pericoli di frane attorno a strutture storiche come le mura, e dobbiamo prevenirle con interventi.

In ambito culturale vogliamo valorizzare il patrimonio storico-archeologico: e scommettere anche sull'archeologia industriale. Abbiamo anche progetti che puntano sull'arte contemporanea: abbiamo inviato un progetto sottoposto al Ministero e coordinato da Galleria Continua del quale parleremo.

Sul sociale ci sono iniziative?
Abbiamo avviato una progettualità sulla qualità dell'abitare: si tratta di un progetto integrato tra Colle, San Gimignano e Poggibonsi e con la Fondazione Territori Sociali, sul bando "Pinqua" e punta alla rigenerazione urbana finalizzata al social housing, e alla cura persone fragili.

Come Comune di Colle puntate su qualcosa?
Come Colle, ovviamente abbiamo molti progetti e cose in cantiere, ma se dovessi sceglierne due direi la nuova Biblioteca comunale e un nuovo impianti di risalita per la città alta. Si tratta di opere sulle quali scommettiamo molto. Ma tramite il PNRR vogliamo anche portare avanti priorità come il restauro delle cartiere, la valorizzazione del Parco dell'Elsa e le ciclovie interne. Per una città che possa guardare al futuro.

Paolo Moschi
© Riproduzione riservata

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