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Elezioni 2020 giovedì 27 agosto 2020 ore 17:11

"La Toscana in vendita?"

Monte dei Paschi di Siena

Mariaragrazia Bindi, candidata al consiglio regionale per la Lega, preoccupata che il Monte dei Paschi possa finire in mani straniere



EMPOLI — Mariagrazia Bindi, consigliere comunale a Vinci e all’Unione dei comuni circondario Empolese Valdelsa, è candidata alle elezioni regionali della Toscana per Lega Salvini premier – Collegio FI 3. In queste ore ha espresso preoccupazione per il Monte dei Paschi di Siena, per paura che possa finire in mani straniere.

Di seguito l'intervento di Bindi.

"In tempi di Covid si è ripreso a parlare di “Golden Power” scudo che attribuisce allo Stato italiano ampie prerogative per formare un ombrello protettivo all’economia nazionale indebolita dall’emergenza economico – sanitaria. Nel giugno scorso sono state rafforzate le misure preesistenti al fine di difendere asset strategici da eventuali assalti di imprese straniere. Acqua, energia, banche, assicurazioni, sanità, trasporti, sono alcuni dei settori considerati di rilevanza strategica per l’interesse nazionale e quindi da tutelare monitorando l’acquisto di partecipazioni per evitare acquisizioni di posizioni di controllo in aziende e settori di particolare importanza per l’economia nazionale.

Questa è la situazione, questi sono i provvedimenti per difendere l’economia nazionale in un momento di particolare difficoltà per il Paese. In Toscana però sembra che tali problematiche non preoccupino chi ha responsabilità di governo.

Da settimane si rincorrono voci che la banca toscana per antonomasia, la prima banca al mondo tutt’oggi esistente messa alle corde da una sciagurata gestione, il Monte dei Paschi di Siena, potrebbe essere acquisita da istituti di credito stranieri. Se ciò avvenisse, passerebbe in mano straniera un’altra importante quota del settore creditizio italiano già oggi caratterizzato da una importate presenza di capitale straniero. Al momento le Autorità nazionali e regionali sembrano disinteressarsi di questo eventuale ulteriore indebolimento della presenza italiana in un importante asset finanziario.

Stessa cosa accade nel campo della gestione del trasporto pubblico locale su gomma di tutta la Toscana che al momento sembrerebbe caduta in mano ad una società straniera. L’assegnazione della gestione del servizio – del valore di 4 miliardi – è avvenuta a seguito di una gara pubblica, i cui esiti sono stati prontamente e ripetutamente contestati da un altro concorrente, un consorzio di imprese italiane che hanno gestito fino ad oggi il servizio trasporti locale in Toscana. Anche in questo caso la vicenda, nonostante l’importanza strategica del settore e la sua rilevanza economica, pare non interessare né impensierire le Autorità, tantomeno la Regione Toscana.

Ci chiediamo se la Toscana con i suoi asset strategici sia vendita e se la nostra operosa Regione meriti questa disattenzione".


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