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Attualità lunedì 14 giugno 2021 ore 17:33

La statua di Dina Ferri a Brescia

La scultura della poetessa di Radicondoli si sposta in Lombardia alla mostra"Scolpite", dedicata a storie di donne



RADICONDOLI — La statua della poetessa Dina Ferri di Radicondoli è arrivata fino a Brescia nelle splendide sale del settecentesco Palazzo Facchi. 

E’ stata infatti protagonista, insieme a tante altre figure di donne, della Mostra Collettiva “Scolpite”, progetto dell’Associazione Donne Fotografe che ha riunito ben 35 fotografe per raccontare storie di donne e di sculture dedicate a donne. La mostra si è tenuta dal 27 maggio al 13 giugno.

L’occasione nasce dal "Brescia Photo Festival 2021" con il tema “Patrimoni” e la conclusione dei lavori di restauro della Vittoria Alata che hanno suggerito al gruppo di autrici una riflessione sulla presenza della donna nella statuaria e, in particolare, sulla sua assenza nella statuaria pubblica, con l’intento di indagare quanto e come la donna sia stata ritratta nella scultura ed in che modo la sua rappresentazione possa essere stata talvolta costruita su letture parziali, scorrette o preconfezionate della complessità del femminile.

Così il monumento a Dina Ferri dedicato alla poetessa pastora, scultura in bronzo realizzato dal maestro Andrea Roggi, che nel 2006 i cittadini di Radicondoli hanno voluto per celebrare questa figura e che accoglie i visitatori all’ingresso del paese, è diventato soggetto fotografico per raccontare la storia di una donna.

Dina Ferri (1908-1930) è una giovane di umili origini, nata nel territorio di Radicondoli da una famiglia di contadini che lei aiutava pascolando le pecore. Come scrive la fotografa Giuliana Mariniello, autrice dello scatto: “Ho scelto la figura di una giovane donna che sarebbe stata ignorata dalla Storia se non avesse dato forma alla sua anima attraverso la poesia. Aveva cominciato a scrivere delle brevi poesie e riflessioni, ricche di grande sensibilità e spiritualità, legate al mondo della natura che sarebbero state ritrovate dopo la sua morte all’ospedale di Siena. Si tratta del Quaderno del Nulla, pubblicato nel 1931 dall’editore Treves e poi ripubblicato nel 1999. L’immagine mostra la bella ed elegante, esile figura della poetessa che sembra quasi volare in alto porgendo un mazzo di fiori al cielo”.


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