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Cronaca giovedì 18 giugno 2015 ore 14:41

Sgominata baby gang di minorenni

Una lunga serie di indagini finite in denunce e arresti di minorenni

Otto denunce, un arresto: dal 2013 ad oggi furti, vandalismi nelle scuole, bullismo, percosse ai familiari e uso di droghe. Sono tutti di Poggibonsi



POGGIBONSI — E’ stata sgominata dalla Polizia una baby gang di adolescenti, tutti residenti a Poggibonsi, ritenuti responsabili, a vario titolo, di una innumerevole serie di reati, anche gravi, commessi dal dicembre 2013 ad oggi. In particolare, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Poggibonsi, coordinati dal dirigente Gianluigi Manganelli, a conclusione di una lunga e complessa indagine di polizia giudiziaria, durata più di un anno, hanno denunciato 8 giovanissimi studenti, alla Procura della Repubblica minorile, arrestando un sedicenne, ritenuto il capo della banda.

La baby gang, i cui componenti in alcuni casi facevano anche uso di sostanze stupefacenti, agiva con grande spavalderia e spregiudicatezza, confidando verosimilmente nell’impunità, dovuta, secondo i giovani, proprio al fatto di essere minorenni, arrivando addirittura a vantarsene e ostentando la loro condotta. I minori si sono quindi resi responsabili di fatti violenti di ogni genere, tra i quali devastazioni di scuole, vandalismo, atti di bullismo e sopraffazione, caratterizzati anche da odio e discriminazione razziale, stalking con conseguenti atti persecutori, percosse, furti d’auto e ciclomotore. Un curriculum niente male per essere dei minorenni che hanno finito per mettere insieme una vera e propria organizzazione criminale che è cresciuta nel corso dei mesi.

Dalle indagini è emerso, in particolare, che il sedicenne arrestato, ritenuto estremamente violento e socialmente pericoloso, dal dicembre del 2013 ad oggi è stato responsabile anche di maltrattamenti in famiglia. Il giovane, con minacce e richieste estorsive, perpetrate anche con pugni e calci nei confronti del fratello e della madre, ha infatti preteso continue somme di denaro. Una volta tratto in arresto il presunto “leader” del gruppo è stato accompagnato dalla Polizia in una struttura di accoglienza nel Lazio, come disposto dal Giudice, mentre le posizioni degli altri 8 giovani sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria minorile e ordinaria.


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