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venerdì 06 dicembre 2019

Cronaca martedì 12 novembre 2019 ore 18:50

Estremismo di destra, obiettivo: la moschea

Progettavano di far esplodere la moschea di Colle Val d'Elsa gli indagati nell'inchiesta della Dda. Sono tutti incensurati, tre lavorano in Mps



FIRENZE — I dodici destinatari delle perquisizioni messe in atto stamattina in provincia di Siena su ordine della Direzione distrettuale antimafia nell'ambito di un'inchiesta su un gruppo estremista di destra sono risultati tutti incensurati e al momento non sono emersi legami con formazioni politiche di estrema destra già esistenti. A dichiararlo è stato il procuratore capo di Firenze e della Dda Giuseppe Creazzo,  precisando che le perquisizioni che hanno riguardato abitazioni, uffici, capannoni e magazzini di Poggibonsi, Sovicille e del centro di Siena sono state state il primo atto di indagini da sviluppare ulteriormente (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Durante le perquisizioni è stato posto sotto sequestro molto materiale: tritolo, ordigni bellici della Seconda Guerra Mondiale, polvere da sparo recuperata, silenziatori costruiti in modo artigianale.

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il gruppo avrebbe progettato di far esplodere la moschea di Colle Val D'Elsa utilizzando la condotta del gas ma poi avrebbe deciso di rinunciare nel timore che le forze dell'ordine scoprissero il piano.

I membri del gruppo non sono persone giovani e comunicavano fra loro attraverso i social network o direttamente per telefono. Fra i componenti più attivi c'è un sessantenne, a lungo intercettato: l'uomo aveva aperto sui social un gruppo denominato "Ritorneremo"; inoltre, insieme al figlio, avrebbe ritrovato grazie a un metal detector alcune bombe della Seconda Guerra Mondiale da cui avrebbe recuperato polvere da sparo poi utilizzata per riempire bottiglie di vetro. Il sessantenne avrebbe anche postato sui social proprie foto con addosso le mostrine delle SS, tute mimetiche o con in braccio un lanciarazzi. In un altro scatto è inquadrato nel luogo in cui fu fucilato Benito Mussolini con le mani atteggiate a sparare contro un cartello dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani. 

Un altro membro del gruppo ha 66 anni ed è un esponente del Movimento idea Sociale. Altri tre sono risultati dipendenti del Monte dei Paschi di Siena.

L'accusa a carico degli indagati è detenzione abusiva di armi ed esplosivi aggravata dalla finalità di terrorismo.



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