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Attualità martedì 07 giugno 2022 ore 11:26

Il Comitato chiede risposte alle Istituzioni

Tutto tace alla Deta. I cittadini perciò hanno inviato tre pec agli enti preposti al controllo ambientale, per avere informazioni



BARBERINO TAVARNELLE — La vicenda del camino della distilleria che ormai si trascina da quasi due anni è al momento in una fase di stallo. La situazione, dopo le battaglie invernali che hanno confermato da parte dell'Arpat problemi alle emissioni odorigene , è bloccata in un limbo incerto. Il 17 maggio c'è stato il sopralluogo dei tecnici regionali per monitorare i fumi dell'azienda che aveva ricevuto alcuni giorni prim ala sospensiva delle attività.

Gli specialisti giunti da Firenze avevano il compito di dare l'ok alla ripartenza della produzione se i problemi fossero stati risolti. Da allora nessuna attività è stata rilevata, nè fumo e neppure i fastidiosi odori. Il Comitato non avendo ricevuto nessuna informazione ha richiesto tramite Pec di essere messo al corrente di ciò che sta accadendo.

"Abbiamo inviato tre Pec: una all'Asl in merito alle ricadute sulla salute pubblica per una così alta emissione di sostanze odorigene, fortemente superiore ai limiti consentiti. Un'altra all'Arpat di fornirci i dati che non siamo riiusciti ad avere dal primo cittadino, in merito alle emissioni delle sostanze in atmosfera. La terza all'Arpat e al dipartimento Ambiente ed Energia della regione Toscana, chiedendo di informarci sugli esiti degli accertamenti del 17 maggio, a seguito diffida e sospensione attività relativa all' emissione dal camino E1, comminata con D.D. della Regione Toscana del 13 aprile 2022 n. 6890 nei confronti della distilleria Deta".

I cittadini chiedono trasparenza alle Istituzioni per conoscere lo stato della situazione in modo che sia garantita la salute di tutti. Se da un certo pinto di vista infatti in questo periodo non si avvertono maleodoranze e non ci sono fumi, è necessario capirne il motivo. Si chiedono i membri del Comitato "Dipende dal fatto che non hanno ripreso l'attività lavorativa in quanto gli interventi correttivi richiesti non sono risultati idonei, oppure è finita la materia prima.? La cittadinanza ha diritto di sapere, aspettiamo risposte dalle Istituzioni. In carenza faremo valere, nelle sedi opportune".

Un'evoluzione che da un lato ha di fatto sancito una vittoria dei cittadini che da anni si battono perché l'azienda risolva la situazione, dall'altro l'assenza di nuove notizie allarma perché non dà un quadro chiaro della situazione. Un nuovo passaggio di questa lunga battaglia che ha da tempo unito tante persone nel nome del diritto alla salute e al rispetto ambientale.


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