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Attualità lunedì 06 giugno 2022 ore 17:19

I Comuni sul futuro della Geotermia

I sindaci ritengono che l'unica soluzione strategica sia la proroga delle concessioni per un arco di tempo congruo



RADICONDOLI — Chi vive nell'area geotermica, il cosiddetto cuore caldo della Toscana, quell'area a cavallo tra le province di Siena, Pisa e Grosseto, sta attraversando uno dei momenti decisivi per il proprio futuro.

Motivo per cui i sindaci, tra i quali Francesco Guarguaglini di Radicondoli, hanno preso carta e penna e scritto una nota congiunta, che vede i territori uniti, al di là delle province e al di là degli schieramenti politici.

"Stiamo vivendo una fase delicata, nella quale i prossimi mesi saranno decisivi per capire quale potrà essere il futuro della geotermia e di conseguenza dei territori geotermici toscani" si legge nella nota.

Infatti i sindaci, di fronte alla ormai imminente scadenza delle concessioni, prevista per il 2024, stanno lavorando per supportare, da un lato, la Regione Toscana in questo complesso percorso e per sensibilizzare, dall'altro, tutto l'arco parlamentare ed il governo al fine addivenire in tempi rapidi e certi ad una soluzione che rimetta al centro della politica energetica nazionale un asset che, negli ultimi anni, è stato purtroppo sottovalutato nelle proprie potenzialità.

Mentre infatti viviamo una fase nella quale l'Italia soffre per la sua dipendenza energetica da paesi stranieri, dall'altro si continua a snobbare l'energia da geotermia. Infatti il mancato inserimento di questa risorsa nei finanziamenti del Fer 1, prima, e dalla pressochè totale assenza all'interno del Pnrr, poi, rende alquanto zoppa la transizione ecologica della Toscana e non solo.

"Stiamo registrando, nell'ultimo periodo, alcuni timidi segnali, ma incoraggianti e vogliamo sperare che le dichiarazioni del Ministro Cingolani degli ultimi giorni siano effettivamente il preludio di azioni concrete che segnino una via di rilancio e di ritrovata centralità per questa strategica risorsa per la Toscana, per questi territori e per tutta la Nazione - prosegue la nota dei sindaci.

"I sindaci ritengono che l'unica soluzione veramente strategica, giunti a questo punto, tenuto conto delle contingenze esogene ed endogene, sia la proroga delle concessioni all'attuale concessionario per un arco di tempo congruo, perlomeno quindicennale, che consenta in primis di mettere in sicurezza il comparto e di garantire prospettive certe ma anche la realizzazione di investimenti, miglioramenti ambientali e tecnologici e progettualità di sviluppo economico e sociale dei territori".

Questo anche "attraverso l'utilizzo della così detta golden share e comunque di ogni azione utile a garantire e tutelare una risorsa strategica nazionale ed il suo contributo al fabbisogno energetico regionale e nazionale".

Del resto lo sviluppo industriale non può non andare di pari passo con lo sviluppo territoriale. 

Per i sindaci la proroga non è una corsia preferenziale al concessionario, ma una garanzia di tenuta per il territorio e le sue imprese e di continuità nella coltivazione della risorsa.

"Per questo fino ad oggi, con grande senso di responsabilità rispetto alla delicatezza del momento, non abbiamo esternato le nostre riserve per la mancata concertazione del piano di investimenti predisposto da Enel con le istituzioni del territorio - prosegue la nota dei primi cittadini - è chiaro   che le cifre di cui si parla sono ragguardevoli, ma da sole non bastano e potrà essere un buon piano, accettato con favore dai sindaci, soltanto quando si andrà oltre i numeri entrando nel merito delle scelte ed indirizzando decisioni ed azioni nell'interesse primario dei territori. Enel può e deve dare di più. La crescita delle nostre comunità non può basarsi solo sulle azioni unilaterali di Enel".

"L'energia geotermica e la ricchezza da essa generata debbono costituire, a tutto tondo, una ricchezza per i territori, le loro popolazioni e le loro imprese. Non ci si può rassegnare all'idea, poi, come pare trapelare dal piano sopra richiamato che lo sviluppo industriale nell'area tradizionale non sia ulteriormente perseguibile; può al contrario esserci ed il concessionario ha l'obbligo di agire per provare a conseguirlo".

Infatti "la geotermia in quest'area è culturalmente e socialmente accettata se continuerà ed accrescerà la propria capacità di contribuire al futuro ed al benessere di questi territori. Al contrario qualora le distanze, in termini di ricadute, ricchezza e possibilità dovessero ulteriormente acuirsi anche le posizioni e le scelte delle istituzioni non potrebbero che mutare.

Infine, grazie soprattutto al nostro alacre lavoro, all'impegno della Regione ed all'opera di alcuni parlamentari toscani, stiamo assistendo ad una sempre maggiore attenzione sulla tematica ed al fatto, rilevante, che questa sia divenuta sempre più elemento di discussione e patrimonio di molte forze politiche. Sappiamo che questi che verranno saranno mesi cruciali e che servirà il lavoro di tutti per raggiungere l'obiettivo.

Vogliamo perciò dar corso alla suggestione lanciata dal Presidente Giani lo scorso 2 di maggio durante una assemblea in Regione sul tema e lanciare una grande iniziativa a Firenze, con la stretta collaborazione della Regione, coinvolgendo tutti i parlamentari toscani, il consiglio regionale, il mondo economico e sindacale e tutti quelli che, come noi, vogliono fortemente rilanciare l'azione e lo sviluppo della geotermia in Toscana"

"La geotermia è una risorsa rinnovabile toscana ed italiana, una ricchezza di questi territori, che dovrà essere centrale nella transizione energetica - chiudono i sindaci -  sappiamo che questo è il momento decisivo ed i territori vogliono esserci ed essere protagonisti".


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