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Attualità domenica 01 novembre 2020 ore 22:36

"I piccoli centri non siano trattati come città"

Appello del sindaco Guarguaglini al presidente della Regione. Chiesta una tutela per la "Toscana diffusa"



RADICONDOLI — Un vero appello, quello che il sindaco di Radicondoli, Francesco Guargualini, lancia al Presidente della Toscana Eugenio Giani:

"La situazione del momento ci chiama alla responsabilità e alla massima attenzione. Capisco bene quanto può essere complicato fare differenze, ma la situazione dei piccoli centri forse può essere pensata in modo diverso. Dobbiamo avere una visione lucida, cercando di far vivere servizi che rappresentano un presidio di socialità, in alcuni casi per soggetti fragili e che, nelle piccole realtà come noi, non hanno frequentazioni importanti, ma hanno dimensioni tali da rendere possibile il distanziamento. Una lucidità sui piccoli centri che va estesa a scuole, bar, ristoranti, attività economiche”.

Parole chiare e mirate, quelle del sindaco, che entrano nel merito delle conseguenze del Dpcm 24 ottobre, la cui circolare interpretativa chiude i circoli come Acli e Arci, oltre che bar e ristoranti.

I circoli ricreativi sono presidi sociali. Costituiscono il tessuto associativo, hanno al proprio interno una preziosa rete di volontariato, un unicum sul territorio. Sono strutture che si autofinanziano, attivano una serie di servizi preziosi e hanno svolto un ruolo essenziale nel lockdown. Strutture tanto più preziose, ripeto, per i centri piccoli perché danno vita a queste realtà.”.

Un appello quindi che tende a fare le differenze, ovvero a far capire che non è possibile agire nella stessa maniera nei grandi centri e nei piccoli paesi.

Del resto l'amministrazione radicondolese si era mossa: "Abbiamo già investito 600 mila euro per imprese e cittadini, per sostenere la residenza con contributi per l’acquisto prima casa e la pendolarità. E non ci fermiamo qui. Stiamo lavorando a nuove azioni dedicate alle imprese, alle persone e alla residenza, in particolare per l’affitto".

Pertanto le conclusioni di Guarguaglini sono chiare:

“Confido che la sensibilità del nuovo presidente della Regione Eugenio Giani possa farsi carico di questo problema e dare un indirizzo diverso alle norma declinandola in modo più efficace e consono alle piccole realtà della Toscana diffusa – è l’auspicio del sindaco Guarguaglini – Spero ci sia lo spazio per una modulazione delle attività anche sociali che tenga conto delle esigenze reali dei nostri territori”. 

Un appello coraggioso e chiaro, che ha già trovato sponda in altri amministratori del circondario, e che certamente farà parlare di sè.


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