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Attualità venerdì 27 novembre 2015 ore 16:05

La centrale fra le 100 migliori storie di energia

Cornia 2, che integra geotermia biomassa, figura nel rapporto dedicato alla filiera dell’elettricità presentato alla vigilia della Cop 21 di Parigi



CASTELNUOVO VAL DI CECINA — C’è anche la geotermia toscana, e in particolare l’innovativa centrale Enel Green Power Cornia 2, che integra geotermia biomassa nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina, fra le migliori 100 storie italiane di energia.

“Uno dei fronti più interessanti nel mondo delle energie rinnovabili è quello dove più fonti diverse si incontrano. Come nel caso della centrale Enel Green Power Cornia 2 in Toscana: prima al mondo a mettere insieme biomasse e geotermia, per ottenere 30 GWh l’anno di energia elettrica. A renderlo possibile è la caldaia realizzata da Pensotti Fabbrica Caldaie Legnano, azienda del gruppo Sices spa, specializzata in generatori di vapore come caldaie a fuoco, caldaie a recupero a valle di turbogas e caldaie per produzione energetica da rifiuti e biomasse”. Recita il testo di una delle “100 Italian energy stories“, raccolte da Enel e Fondazione Symbola alla vigilia della Cop 21 di Parigi per raccontare “un Paese che, nonostante limiti e problemi antichi, è all’avanguardia in tanti settori e, in particolare, in quello energetico”.

Lo studio “100 Italian Energy Stories” è stato presentato alcuni giorni fa a Roma dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel Francesco Starace e dal Presidente di Symbola Ermete Realacci. Un rapporto dedicato alla filiera italiana dell’elettricità, che raccoglie esperienze eccellenti dalla generazione alla distribuzione, dalla manutenzione degli impianti per arrivare all’efficienza dei consumi nelle case. Si tratta di un percorso verso l’energia sostenibile intrapreso nel nostro Paese da imprese, enti di ricerca e associazioni.

“Raccontiamo un Paese che, nonostante limiti e problemi antichi, è all’avanguardia in tanti settori e, in particolare, in quello energetico - scrivono Realacci e Starace nella premessa di ‘100 Italian Energy Stories’ – Abbiamo iniziato a sfruttare le opportunità della trasformazione nella generazione elettrica verso produzioni sostenibili e diffuse, che richiede nuove soluzioni: nel presente rapporto, senza carattere accademico né presunzione di esaustività, indichiamo 100 protagonisti”. La sfida del clima si vince con innovazione, efficienza, energia pulita e green economy. E l’Italia c’è: ha oggi la leadership mondiale per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (7,9%), davanti a Grecia (7,6%) e Germania (7%), ma anche a Giappone (sotto il 3%) Usa e Cina (meno dell’1%). L’Italia è prima tra i grandi paesi dell’Ue, a pari merito con la Spagna, per quota di energia rinnovabile nella produzione elettrica. E siamo secondi tra i big player europei per l’efficienza nei consumi energetici dell’economia nazionale: consumiamo 15 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro, la Gran Bretagna 12 (ma ha meno manifattura), la Francia 16, Spagna e Germania 18.

La geotermia da sempre parla italiano – si ricorda infatti in un’altra delle 100 Italian Energy stories – È toscano il primo impianto geotermico al mondo per generare energia elettrica, avviato all’inizio del XX secolo da un esperimento (riuscì ad accendere alcune lampadine) del principe Piero Ginori Conti a Larderello. Oggi si deve all’Italia circa l’8% dell’energia elettrica da geotermia prodotta nel mondo”.

La centrale Cornia 2 di Castelnuovo Val di Cecina, lo ricordiamo, è il primo impianto al mondo che utilizza la biomassa per surriscaldare il vapore geotermico con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica e la produzione elettrica del ciclo geotermico. All’impianto geotermico esistente è stata affiancata una piccola centrale alimentata a biomasse vergini di “filiera corta”, di origine forestale prodotte in un raggio di 70 km calcolato in linea d’aria dalla collocazione dell’impianto: grazie alla biomassa, il vapore in ingresso alla centrale è surriscaldato per passare da una temperatura iniziale compresa tra i 150 e i 160° a una di 370 – 380°, cosicché aumenta la potenza netta per la produzione di elettricità sia per la maggiore entalpia del vapore, sia per il rendimento del ciclo legato alla minore umidità nella fase di produzione. L’impianto è entrato in esercizio a luglio 2015. L’investimento di Enel Green Power è stato di oltre 15 milioni di euro. Si tratta di un’innovazione tecnologica di grande valore perché è a impatto ambientale vicino allo zero, che integra un insediamento industriale già esistente, mantiene la totale rinnovabilità della risorsa e del ciclo e anzi coniuga due fonti rinnovabili per una produzione che apre nuovi scenari a livello internazionale. La potenza di 5 MW si aggiunge ai 13 MW già installati, così da aumentare la producibilità di circa 37 GWh/anno e complessivamente, l’operazione consente un risparmio ulteriore di CO2 pari a 17.000 tonnellate annue. Molto importante anche la ricaduta occupazionale che, tra gestione diretta e indiretta per il reperimento della risorsa nel processo di filiera corta, conta dai 35 ai 40 addetti. Altri benefici derivano dall’uso efficiente dei sottoprodotti agricoli e agroindustriali, dalla manutenzione ottimale del patrimonio forestale con conseguente prevenzione del rischio idrogeologico, dallo sviluppo sostenibile delle colture energetiche e dalla significativa disponibilità di calore di tipo coogenerativo.



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