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Attualità giovedì 28 gennaio 2021 ore 11:26

Arriva sul web la petizione contro la ciminiera

Già 500 le adesioni per bloccare i piani di espansione dello stabilimento. Su Change.org tanti i cittadini ad aver messo la propria firma virtuale



BARBERINO TAVARNELLE — La protesta contro l’ampliamento della distilleria Deta, collocata nella zona del comune di Barberino Tavarnelle sotto il borgo di Vico d’Elsa, diventa anche una battaglia online.

Pubblicata sulla piattaforma Change.org, la petizione si è data un obiettivo di raccolta di mille firme. Al momento ne ha raccolto quasi la metà.

Il comitato si presenta dichiarando immediatamente la sua scelta apolitica, uscendo dagli schieramenti partitici, chiede che l'Amministrazione avvii un monitoraggio imparziale, tramite l'installazione di centraline di rilevamento e l'elaborazione di un modello previsionale. Tale analisi è necessaria per capire cosa succederà in futuro alle emissioni della distilleria. In pratica i firmatari chiedono di aggiornare gli studi, inserendo nel conteggio la ormai famosa ciminiera da 60 metri e il raddoppio della produzione a 300 giorni.

La situazione è cambiata da circa 2 anni da quando lo stabilimento è stato acquistato dal gruppo Mazzarri e la produzione è stata aumentata. Questo ha comportato un incremento dei vapori alcolici dal forte odore che impedisce di aprire le finestre, raccontano gli abitanti.

Il quadro si è fatto ancora più complesso con la volontà dell'azienda di far crescere ulteriormente la produzione, da qui è nato il progetto dell'innalzamento del camino. Ma per i cittadini di Vico questo è inammissibile, il borgo si trova 100 metri più in alto della zona industriale, con un fumaiolo più elevato i fumi inonderebbero il paese, rendendo la vita impossibile.

La proprietà si dichiara ecosostenibile e assicura che la nuova ciminiera e i filtri sperimentali annullerebbero il problema, cosa che non convince affatto i residenti nella zona. Va tenuto conto, spiegano i fautori della petizione che la zona è considerata di pregio paesaggistico, con San Gimignano da un lato e il Chianti alle spalle. L'incremento produttivo danneggerebbe anche le pregiate zone limitrofe per via dei vapori emessi che allargherebbero il loro raggio di azione. Oltretutto creando uno scempio visivo con l'inserimento di un comignolo ancora più alto.

Da qui la petizione, che sta crescendo in adesioni di giorno in giorno, difendere il territorio nel rispetto dell'ambiente e studiare un piano industriale con la distilleria, per regolare la produzione annuale nel rispetto delle esigenze delle popolazioni. Dopo quasi 100 anni di convivenza tra lo stabilimento e il borgo, non si possono cancellare su due piedi, i legami che in un secolo si sono formati con la distilleria.

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