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Attualità sabato 23 gennaio 2021 ore 11:31

Distilleria, “pronti al dialogo con i cittadini"

Dalla Deta arrivano toni concilianti ma decisi. L'azienda vuole incontrare il comitato, per dimostrare le proprie motivazioni



BARBERINO TAVARNELLE — L'azienda finita nell'occhio del ciclone dopo le proteste del comitato dei cittadini di Vico d'Elsa, ribatte alle varie accuse che le sono state mosse, in modo puntuale.

“Le porte della Distilleria Deta sono sempre state, e continueranno, a essere aperte per tutti coloro che desiderano conoscere la nostra realtà e il processo produttivo. Una produzione che, da anni ormai, mette al centro la sostenibilità ambientale, la green economy e la valorizzazione del territorio”. Lo scrive la società in una nota ufficiale, ad alcuni giorni dalla manifestazione di protesta nei suoi confronti andata in scena a Tavarnelle.

La proprietà invita chiunque abbia dubbi o voglia porre domande a recarsi allo stabilimento e incontrare i dirigenti. Dagli uffici vogliono mettere le cose in chiaro e spiegare bene quello che intendono fare, da alcuni mesi affermano, ci sono in giro voci distorte con dichiarazioni allarmistiche e prive di fondamento.

“Vogliamo sottolineare - precisano - in maniera chiara che il presente e il futuro di Deta andranno sempre di più nella direzione della sostenibilità ambientale e della riduzione delle emissioni, accreditandoci tra le distillerie più green in Italia”.

La società rivendica di essere all'avanguardia con la depurazione della acque quando è stato costruito il nuovo depuratore delle acque, investendo 2,6 milioni di euro per realizzare un impianto tra i più performanti nel settore.

Entrando nel dettaglio della querelle con il comitato, spiegano che dopo i vari incontri e i relativi monitoraggi dell'Arpat richiesti per aumentare i giorni di produzione e contestualmente ridurre i limiti emissivi,  gli enti coinvolti hanno prescritto l’installazione di un nuovo elettrofiltro e un camino di 60 metri.

“Deta - continua ancora la nota della distilleria - per adempiere a questa prescrizione e per abbattere le emissioni, ha già acquistato un nuovo e moderno elettrofiltro il quale è pronto per essere installato”.

Poi, la stoccata all’amministrazione comunale: “Purtroppo, ad oggi, il Comune di Barberino Tavarnelle non ha ancora rilasciato i titoli necessari per realizzare questi miglioramenti tecnologici, nonostante l’azienda potesse essere in grado di realizzare il nuovo impianto entro il novembre 2020”

Ricordano infine dalla proprietà, che i lavoratori, circa 40, sono stati tutti stabilizzati contrattualmente e sono tutte persone residenti nel territorio. Aggiungono in chiusura, che la direzione aziendale va verso il rafforzamento dei processi sostenibili per fare dello stabilimento un esempio virtuoso di economia circolare, così tanto auspicato dagli indirizzi europei e nazionali.

Il dibattito si fa acceso e serrato, uno scontro che rischia di penalizzare tutti, azienda e cittadini se non ci sarà un soluzione concordata, che tenga conto delle esigenze di ognuno.


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