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Attualità mercoledì 06 aprile 2022 ore 07:00

Solidarietà, da Colle al confine Ucraino

Due volontari sono partiti con un furgone in direzione di un centro di accoglienza slovacco. A loro la missione di portare in salvo 6 persone



COLLE VAL D'ELSA — Un viaggio mosso dallo spirito di solidarietà.

Questo è stato fatto nei giorni passati da due cittadini valdelsani, residenti rispettivamente a Colle Val d'Elsa e a Ulignano, che preferiscono rimanere anonimi.

Una spedizione per portare al confine slovacco con l'Ucraina materiali e beni di prima necessità, per sostenere le persone che fuggono dalla guerra.

Ad organizzare la spedizione, alcuni agenti del personale di polizia penitenziaria di San Gimignano.

"Visto che abbiamo tempo libero in questo momento, abbiamo deciso di fare qualcosa per renderci utili, e aiutare il prossimo" - hanno spiegato.

"Anche noi guardiamo la televisione - hanno esordito -  e le scene che abbiamo visto, di bimbi in fuga, non abbiamo potuto far altro che rimboccarci le maniche".

"Siamo grati ai tanti cittadini ed imprenditori che in forma anonima hanno fatto importanti donazioni, tra i quali il sig. Guido Coppola, e l'impresa Monaco Gomme che ci ha prestato il furgone con il quale abbiamo intrapreso questo viaggio - hanno spiegato i volontari - siamo partiti per recarci al confine slovacco, dove siamo arrivati presso la chiesa della Natività attesi dal Vescovo Basile Cyril  presso la città di Kosice, accolti dopo 1600 km".

Dopo aver scaricato il materiale portato in dono al centro d'accoglienza slovacco, "pensavamo che la nostra missione fosse finita".

Invece poco dopo "siamo stati chiamati per essere ancora d'aiuto: ovvero per portare in Italia 6 persone, 3 adulte e 3 bambini di 7, 2 anni, e 8 mesi".

Un impegno "molto importante ed emozionante, con tante difficoltà visto che non sapevamo la lingua per comunicare".

Dopo un lungo viaggio, scandito anche da una sosta a Udine presso una famiglia scout, dove le donne, e i nostri autisti hanno potuto riposare e mangiare, per proseguire il percorso in direzione della provincia di Siena.

"Fortunatamente il Cardinale Lojudice ha messo a disposizione una struttura senese che ha accolto nel migliore dei modi le donne con i bambini. Le quali per un pò di tempo rimarranno nella nostra zona".

Insomma, dopo molti chilometri, e ancor più emozioni, la missione è riuscita, e sei ucraini sono arrivati sani e salvi nelle strutture della Diocesi di Siena.

Da parte degli agenti di polizia penitenziaria "la soddisfazione, che premia più di ogni altra cosa, di aver aiutato il prossimo".

Una buona azione, a dimostrazione che lo spirito di fratellanza è ancora vivo in Valdelsa e in Europa.


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