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venerdì 22 novembre 2019

Attualità martedì 11 agosto 2015 ore 14:57

"L'Atc ormai è una farsa"

Il Commissario se ne è andato senza pagare i danni degli ungulati: agricoltori sul piede di guerra, la Cia alza la voce



VALDELSA — “La storia degli Ambiti territoriali di caccia in provincia di Siena, assume ormai i connotati di una farsa vera e propria”: parole che risuonano come musica per agricoltori e cacciatori della Provincia e soprattutto della Valdelsa quelle pronunciate dalla Cia di Siena. Valdelsa protagonista perché, come ormai noto, le aziende agricole che ricadono nell’area ATC 17, non hanno ancora avuto i rimborsi per i danni degli ungulati perché il commissario, prima di andarsene, non ha pagato quanto dovuto.

“Situazione grottesca – l'ha definita Luca Marcucci, presidente Cia Siena, nel commentare anche i ritardi di operatività della nuova Atc senese a dispetto di altre aree toscane già operative da mesi - un caos difficile da gestire, seppur con tutta la collaborazione e buona volontà da parte degli agricoltori, perché quello che avevamo annunciato e denunciato si sta puntualmente verificando, le risorse che spettano alle aziende agricole dell’Atc 17 ancora non si vedono”. La stessa Cia fa infatti sapere che la nuova ATC unica è già legalmente costituita, ma non può ancora prendere in carico i bilanci dei tre vecchi Atc perché sembrano slittare incontri fra i commissari, così come non ci sono più uffici degli Atc funzionanti al pubblico e con difficoltà vengono reperiti i tecnici faunistici utili per ogni tipo di programmazione faunistico-gestionale.

Mentre la burocrazia si decide a fare il suo corso, gli agricoltori e i cacciatori stanno ad aspettare: chi non aspetta, sono invece gli ungulati, che crescono di numero e fanno aumentare i danni nelle aziende agricole: “Auspicando – ha concluso il presidente Cia Siena Marcucci - che non si ripetano episodi come quello dei giorni scorsi in Sicilia, dove un agricoltore è stato sbranato a morte da un gruppo di cinghiali. Forse c’è ancora chi pensa che il problema ungulati non sia un vero e proprio allarme sociale come noi ripetiamo da troppi anni. Sarebbe l’ora di voler risolvere questa piaga una volta per tutte”.



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