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Attualità giovedì 13 agosto 2020 ore 11:26

Vino, nasce la prima cooperativa toscana

Da sinistra Davide Ancillotti, Malcom Leanza, Roberto Negrini

Si chiama Vivito: due cantine della Valdelsa verso la fusione. Cantina Colline del Chianti e Cantina Sociale Certaldo



POGGIBONSI — Con oltre 105.000 quintali di uva lavorata ed un valore della produzione che raggiunge i 12,5 milioni di euro, i soci delle cantine cooperative di Certaldo e Poggibonsi, circa 700, danno vita alla più grande aggregazione regionale di viticoltori: Vivito acronimo di Vini di Viticoltori Toscani. Un soggetto cooperativo in grado di valorizzare le eccellenze delle principali denominazioni toscane: Chianti, Chianti Classico e Vernaccia di San Gimignano oltre a numerosi Igt. Le produzioni spaziano dal territorio del Chianti fiorentino e senese fino alla Maremma grossetana garantendo alla filiera significativi volumi di vino prevalentemente sfuso.

I soci hanno deliberato all'unanimità il progetto di fusione tra le due cantine cooperative valdelsane, aderenti a Legacoop Toscana, ovvero tra la Cantina Sociale di Certaldo e la Cantina Colline del Chianti di Poggibonsi.

Gli amministratori e presidenti delle due cooperative, ovvero Davide Ancillotti e Malcolm Leanza, sono riusciti a portare le rispettive aziende verso un unico soggetto con una situazione economica e patrimoniale solida e senza debiti con le banche. Tutto questo a partire da un progetto industriale che guarda al futuro: riqualificazione dello stabilimento di Poggibonsi per un investimento di 700 mila euro, l’acquisto di macchinari per circa 180 mila euro di investimenti, reimpianti nelle vigne, investimenti sulle aziende agricole e formazione al personale.

“Si tratta di un progetto di fusione importante che coinvolge due cantine molto radicate sul territorio e getta le basi per la costituzione di un nuovo soggetto cooperativo solido" afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini.

Soddisfatti anche i due presidenti.“Il primo e più importante passo è stato compiuto in vista dell’atto finale fissato per il prossimo dicembre – fa notare Davide Ancillotti, indicato come il presidente in pectore di Vivito - Si tratta di un percorso progettuale, iniziato prima della pandemia, entrambe le strutture operano infatti con un margine remunerativo e senza debiti".

Sulle prospettive che si aprono interviene anche Malcolm Leanza, attuale vice presidente di Certaldo “Cogliendo l'opportunità offerta dal buono stato di salute delle due aziende, creando un soggetto cooperativo capace di rappresentare una quota rilevante delle produzioni della Val d’Elsa, del Chianti fiorentino, del Chianti senese e dei territori contigui”.

Vivito avrà sede legale a Certaldo, luogo dello stabilimento maggiore, ed avrà altre tre unità produttive ovvero quella di Poggibonsi all’uscita di Colle-Sud sulla superstrada Siena-Firenze, che unitamente ai terreni in produzione ricade sui tre comuni di Poggibonsi, Colle val d’Elsa e Monteriggioni, quella di Geggiano nel Comune di Castelnuovo Berardenga e quella di Montagnana a cavallo tra il Comune di Montespertoli e di San Casciano Val di Pesa.

Un soggetto con tali capacità e dimensioni sarà in grado di competere con le grandi aziende del mercato e garantire un profitto per i viticoltori soci che ne fanno parte, una fetta importante della produzione locale vinicola. Un risultato che pone subito una sfida davanti, la vendemmia 2020 con le difficoltà legate all'instabilità del mercato in seguito alla pandemia e la conseguente incertezza delle vendite.

Per adesso si può brindare alzando i calici e augurare il meglio a questa società che incarna nel modo migliore le tradizioni economiche locali.



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