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Venerdì 03 Luglio 2026

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​L'impatto delle alte temperature sull’umore

di Federica Giusti - Venerdì 03 Luglio 2026 ore 08:00

Ammetto che la settimana più torrida di giugno ero a Marina di Castagneto al mare, dove, mediamente, la temperatura non ha superato i 32 gradi. Ma la sabbia scottava tantissimo, e la sera c’era un tasso di umidità molto alto. Sentendo Luca che era rimasto a Pontedera per lavoro, mi diceva che qui la situazione era davvero insostenibile.

Ma le temperature così poco vivibili impattano davvero sul nostro tono dell’umore? Ebbene la risposta è Si!

Ci sono giornate in cui basta uscire di casa per sentirsi già stanchi. L'aria è ferma, il sole sembra pesare sulle spalle e anche le azioni più semplici richiedono uno sforzo insolito. In quei momenti tendiamo a pensare di essere semplicemente "di cattivo umore". Eppure, spesso, è il caldo a parlare attraverso di noi.

Le temperature estreme non mettono alla prova solo il nostro corpo, ma anche la nostra mente. Il cervello lavora costantemente per mantenere l'equilibrio dell'organismo e, quando il caldo diventa intenso, una parte delle energie viene

dirottata verso la regolazione della temperatura corporea. Il risultato? Meno risorse disponibili per concentrazione, autocontrollo e gestione delle emozioni.

È per questo che, durante le ondate di calore, possiamo sentirci più irritabili, impazienti o vulnerabili allo stress. Una parola di troppo, un rumore insistente o una fila al supermercato possono trasformarsi in micce emotive. Anche piccoli conflitti, che in condizioni normali sapremmo gestire con serenità, sembrano improvvisamente più difficili da affrontare.

A peggiorare la situazione interviene spesso il sonno. Le notti afose rendono più complicato addormentarsi e riducono la qualità del riposo. Il giorno successivo ci svegliamo già affaticati, con una soglia di tolleranza più bassa e una maggiore difficoltà a regolare le emozioni.

Anche la motivazione può risentirne. Quando il corpo è impegnato a difendersi dalle alte temperature, è normale percepire un calo di energia e di produttività. Non è necessariamente pigrizia: è un adattamento fisiologico che invita a rallentare.

La buona notizia è che possiamo limitare questi effetti con alcuni accorgimenti.

Idratarsi regolarmente, cercare ambienti freschi, alleggerire gli impegni nelle ore più calde, ove possibile ovviamente, e concedersi pause sono strategie di tutela psicofisica. Anche riconoscere che il nostro nervosismo può essere influenzato dal clima ci aiuta a non identificarci completamente con le emozioni del momento.

Forse dovremmo imparare a guardare il caldo con maggiore consapevolezza. Non come un nemico da sopportare, ma come una condizione che modifica temporaneamente il nostro modo di sentire, pensare e reagire. Perché, a volte, dietro una risposta brusca o una stanchezza insolita non c'è un cambiamento del carattere: c'è semplicemente un organismo che sta facendo del suo meglio per trovare equilibrio sotto un sole che chiede molto più di quanto immaginiamo.

Come sempre, imparare a conoscersi e a riconoscere il modo in cui il nostro corpo si muove, è fondamentale per comprendere i nostri stati emotivi, per dare loro un senso, anche con il caldo!

Federica Giusti

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