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sabato 07 novembre 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

Fine dei petrodollari nel turismo ed urgenza del cold-ironing

di Adolfo Santoro - sabato 07 novembre 2026 ore 08:00

Trump si è suicidato in modo maldestro, e ora lo aspettano le Commissioni d’inchiesta per la corruzione operata dallo stesso Trump, dai suoi familiari e dagli immobiliaristi associati … oppure la pubblicazione di tutti i files Epstein. Ma il nostro solerte imperatore, mancato premio Nobel, ha già schedato i colpevoli della sua sconfitta: ad esempio il direttore dell’FBI, Kash Patel, più abituato a colossali sbronze o a crisi paranoidee che a lavorare, oppure Robert Kennedy jr, più abituato a sniffare cocaina nei cessi e a fare il no-vax. E intanto tremano i colossi della Silicon Valley per il maggior rischio dello scoppio della bolla dell’Intelligenza Artificiale, che richiede uno stuolo di investimenti e di credenti. E Trump dovrà decidere se buttare l’atomica sull’Iran o sottostare a un accordo di pace umiliante, che segna la fine dell’Impero d’Occidente ... e, paradossalmente, la fine dell’era petrolifera e il possibile inizio di una vera transizione energetica, che richiede anzi tutto la crisi della modalità dell’Avere e il rientro nell’Essere.

Gli italioti se ne sono accorti? Direi di no, se non tengono conto del fatto che le scorte di petrolio si esauriranno in UE entro un anno. L’opposizione è in un momentaneo tripudio: L’amico di Giorgia Meloni è stato sconfitto. È la destra che aumenta le disuguaglianze sociali, alimenta le guerre e nega la crisi climatica mentre il pianeta brucia. Una vittoria così però non arriva da sola. Arriva da persone che si organizzano: bussano alle porte, fanno telefonate, montano i banchetti, convincono il vicino di casa. E per organizzarsi servono strumenti. Una piattaforma per coordinare chi vuole darsi da fare, materiali, formazione, campagne che arrivano a chi non ci conosce ancora. Ora tocca a noi, anche in Italia, proclama un partito d’opposizione italiano. Ma, ripeto, gli italioti se ne sono accorti? Lo vedi tu l’elbano medio, quello che va in Crociera, mentre i portuali continuano a lottare, fin dal 2019, per non essere complici del traffico di armi - Nemmeno un chiodo (https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/11/04/portuali-sciopero-guerra-documentario-notizie/8560560/) – andare a bussare alle porte per ricordare che rischiamo di fare la fine della rana bollita a fuoco lento? È ragionevole essere pessimisti: non c’è discontinuità tra la crociera e l’alcool del bar, le sniffate di coca, i tatuaggi e autolesionismi consimili! Sono tutte dipendenze, e la dipendenza si esprime in multiformi modi: MAGA, fascismo, stalinismo, razzismo, woke e altre identità-maschera che nascondono sensi di colpa, paura, depressione e rabbia trasmessi, in questo caso, culturalmente.

Costa crociere, quella di Schettino, punta sul black Friday per convincere i più renitenti. Ma non tiene conto dei danni arrecati all’ambiente, al clima e all’intelligenza umana dalle sue navi. Secondo i rapporti dell'organizzazione ambientalista Transport & Environnement (https://www.transportenvironment.org/te-italia/articles/navi-da-crociera-litalia-e-il-paese-dove-inquinano-di-piu-al-primo-posto-in-ue) e vari studi scientifici sul porto di Barcellona (https://www.youtube.com/shorts/geHgoRBgEhA), le navi da crociera rappresentano una delle principali fonti di inquinamento atmosferico locale della città (in particolare per ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato fino), pur non essendo l’unica fonte complessiva di emissioni urbane. E Portoferraio è una città, che è integrata col proprio porto ancor più di Barcellona, ma, per fortuna, ha perso il suo traffico industriale! I principali metalli considerati inquinanti nelle aree portuali e nei sedimenti marini sono lo zinco (in diretta conseguenza del traffico marittimo, degli scarichi industriali e urbani, e ampiamente accumulato nei sedimenti del fondo), il piombo (rilasciato da vernici, residui di combustione e attività industriali), il cadmio (legato a processi di placcatura, accumulatori e residui della produzione di materie plastiche), il rame (estremamente diffuso a causa dell’uso di vernici antivegetative per gli scafi delle navi e di scarichi industriali), il mercurio (tossico e persistente, spesso legato a sversamenti industriali e attività portuali storiche), il nichel il cromo e il vanadio (rilevati frequentemente nelle analisi dei sedimenti e del particolato marino legate al traffico e alle infrastrutture navali).

Quali sono i provvedimenti e le contromisure?

La prima contromisura, proposta da Cittadini per l’aria e dall’associazioni della rete Facciamo respirare il Mediterraneo, è la tassazione, da 20 a 40 euro, sul biglietto delle navi da crociera per ogni scalo toccato, in modo che questi introiti vadano a coprire, almeno in parte, i costi ambientali e sanitari. E questo lo si può fare! Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha giudicato legittimo il prelievo di tre euro a passeggero su crociere e traghetti essendo ritenuto un tributo autonomo e non un diritto portuale, quindi non rientrate nel regolamento europeo sui porti. La Sezione Seconda del TAR ha respinto infatti il ricorso con cui varie agenzie chiedevano di annullare l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco portuale istituita dal Comune di Genova (https://www.informare.it/news/gennews/2026/20261286-Tassa-imbarco-Genova-TAR-da-ragione-a-Comune.asp).

La seconda contromisura è l’ulteriore tassazione dei combustibili marittimi in modo da rendere conveniente per gli armatori la transizione all’elettrico. E, grazie a Trump, si avvicina sempre di più la fine dei combustibili fossili! Ma non basta, perché la situazione è più complicata! Per aumentare la tassazione sull’uso dei combustibili fossili nel settore marittimo l’azione dovrebbe svolgersi attraverso tre leve normative e fiscali coordinate a livello internazionale ed europeo, poiché il trasporto marittimo è regolato da trattati globali che storicamente esentano i carburanti navali (come il bunker oil) dalle accise tradizionali. La prima leva è costituita dalla revisione della Direttiva Europea sulla Tassazione dell’Energia (ETD), al fine di introdurre un’accisa minima sui carburanti fossili utilizzati per il trasporto navale intra-UE; purtroppo le materie fiscali nell’UE richiedono l’approvazione all’unanimità in Consiglio da parte di tutti gli Stati membri, per cui ci sono stati i veti dei Paesi con forti interessi marittimi. La seconda leva è l’inclusione del settore navale nel sistema ETS (Carbon Pricing), per cui gli operatori marittimi con navi di stazza lorda superiore a 5.000 tonnellate sarebbero obbligati ad acquistare quote di emissione (quote ETS) proporzionali alla CO2 prodotta dalle loro imbarcazioni, il che comporta indirettamente lo stesso effetto economico di un’imposta sul carbonio. La terza leva è l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), in modo da cancellare i regimi di esenzione fiscale e i crediti d'imposta sul carburante concessi storicamente alla flotta commerciale o peschereccia. C’è in Italia una formazione politica che nel proprio programma elettorale immetta queste tre leve, in modo da incidere all’interno dell’UE e in modo da collegarsi con l’IMO (International Maritime Organization), l’agenzia dell’ONU, che regola lo shipping mondiale definendo standard globali o meccanismi di carbon pricing per evitare che le navi facciano rifornimento fuori dai confini europei per eludere le tasse locali? Ai politici e ai cittadini consapevoli l’ardua risposta!

La terza contromisura è l’elettrificazione delle banchine (Cold Ironing), in modo che le navi spengano i motori e si colleghino alla rete elettrica di terra durante la sosta. E Portoferraio è dotata del cold ironing, ma tra Regione Toscana e armatori la responsabilità di condividere la scelta dell’elettrico viene ancora rimpallata in un gioco delle tre carte. Questo gioco delle tre carte non è una cosa nuova nello specifico. La storia della banchina elettrificata Calata Sgarallino a Livorno è l’emblema di un progetto pionieristico rimasto a lungo inutilizzato, prima di essere rilanciato nel più ampio piano di transizione ecologica dei porti. Nel 2013 l’Autorità Portuale di Livorno avviò la gara d'appalto per portare il cold ironing alla Calata Sgarallino, l'ormaggio passeggeri più vicino al centro urbano. L’opera costò circa 3,5 milioni di euro, finanziata per il 60% dal Ministero dell’Ambiente, per il 20% dalla Regione Toscana e per il 20% dall’Autorità Portuale. Il 12 novembre 2015 l’impianto venne ufficialmente inaugurato; per il test fu allacciata la fregata Carlo Bergamini della Marina Militare Italiana, mentre l’energia arrivava da una sottostazione elettrica ricavata all’interno dell’ex Silos Granari, capace di convertire la corrente per la frequenza di bordo. La banchina Sgarallino è rimasta inutilizzata sia perché gran parte delle navi commerciali e da crociera dell’epoca non erano dotate dei sistemi tecnologici e dei plug-in compatibili con quell’impianto pionieristico, sia per complicazioni burocratiche per il passaggio formale e la gestione della struttura tra l’Autorità Portuale e i concessionari (come Porto di Livorno 2000), sia per gli alti costi energetici e la mancanza di incentivi normativi strutturali per gli armatori. Gli Autori di quello sperpero di danaro pubblico per una cattedrale nel deserto furono miracolati dalla sentenza del 2019 della Corte dei Conti della Toscana, in particolare per il danno all’erario. L’impianto della Calata Sgarallino è stato poi integrato nel piano di elettrificazione delle banchine dei porti di Livorno, Piombino e Portoferraio finanziato con fondi PNRR e del Fondo Complementare. Ricordo i 15 milioni di euro spesi con i fondi del PNRR per elettrificare le banchine del porto di Portoferraio e l’impegno di TERNA che ha permesso un secondo cavo elettrico sottomarino. Se il cold ironing di Portoferraio rimarrà una cattedrale nel deserto, la Corte dei Conti della Toscana ripeterà il miracolo del 2019? Spetta alla Regione Toscana dare la risposta attraverso il bando che presenti specifici vincoli e attraverso l’attivazione di fondi dell’UE per l’acquisto di scafi leggeri adatti all’elettrificazione dei traghetti, da dare poi in gestione all’armatore.

Questi dati dovrebbero far riflettere i nostri garruli politici, e non solo per la mobilità marittima, ma anche per quella aerea e terrestre. Mi fermo qui riservandomi di approfondire il tema dell’inquinamento aereo e terrestre da carburanti fossili, i danni dell’allungamento della pista aeroportuale di La Pila e delle misure da adottare per lo sviluppo di un turismo ecologico, aperto non ai barbari delle crociere, ma ai saggi del Nord-Europa, del resto dell’Europa e del mondo.

Adolfo Santoro

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